Sono solo parole
Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole».
Pagine: 272
ISBN: 9791281724402
Prezzo: 21 €
Uscita: Novembre 2025
A cura di: Nicola Sofri
Con testi di: Stefano Bartezzaghi, Marco Cassini, Chiara Galeazzi, Ilaria Padovan
Illustrazioni: Gianluca Cannizzo
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IBSSommario
Si può pensare senza parole?
Gli studi scientifici suggeriscono che il linguaggio non sia indispensabile per i processi cognitivi, ma di certo molto influente
Quelli dietro al vetro
L'italiano che parliamo è sempre meno sessista
Il «linguaggio inclusivo» è stato adottato da alcuni media e istituzioni, e i femminili di professioni si sono diffusi anche oltre, mentre le desinenze con asterischi e schwa restano esperimenti
Un po' di cose sullo schwa, ma non solo sullo schwa
L'alfabeto farfallino ve lo ricordate?
Pronto a tutto
Veloci con la lingua
Ogni lingua ha «densità» diverse, che influiscono su quante sillabe pronunciamo al secondo
La parola con la B
La lingua di plastica
Da cosa prendono il nome i luoghi
Dall’archeologia dei paesaggi, dalla cultura e dai dialetti dei popoli ma anche da plateali incomprensioni, come quella che ha battezzato il Monte Somenga
Che fine ha fatto l'esperanto
Dovendo scegliere
Parole che usiamo in un modo o nell'altro
Perché in inglese grafia e pronuncia sono così irregolari
La lingue delle «intelligenze artificiali»
È la nostra, naturalmente, ma anche la loro può diventare la nostra
«Panta rei» non vuol dire quello che sembra
Chiara Galeazzi
Una parola che non si scrive con leggerezza
Le riflessioni delle case editrici italiane su come usare (e come no) il termine razzista con cui venivano descritte le persone nere
Perché non bisogna dire «handicappato», «invalido» o «diversamente abile»
Da dove vengono le lingue inventate
Quelle di film, serie o libri fantasy nascono spesso da docenti, linguisti o semplici appassionati che dedicano mesi a elaborarle nei dettagli
Le sentenze sono scritte per «il popolo italiano»?
Il linguaggio giuridico è prolisso, contorto e ha una sintassi lontana da quella del parlato comune
Le culture in cui uomini e donne parlano due lingue diverse
La mia vita letta al contrario
Il successo dell'espressione «nonluogo»
Non esiste una «lingua di internet»
Dispositivi elettronici e piattaforme online hanno avuto un impatto sulla scrittura e sull’oralità, ma insieme ad altri fattori e non in modo uniforme
Storia del font dei fumetti dei supereroi
Il problema di leggere Omero se non si sa il greco
È una questione annosa e senza una soluzione semplice, di cui si riparla a ogni nuova traduzione
Un'idea di scrittura
Il latino da sapere
Una guida alle espressioni latine più usate, e a quelle più fraintese nell’uso comune
Come non si raccontano i femminicidi
L'antilingua dei consulenti
Cosa sono gli «incel»
Non studieremo più le lingue straniere?
Il miglioramento dei software di traduzione basati sull’intelligenza artificiale pone una serie di rischi per la comprensione e gli scambi tra culture diverse
Perché parliamo di «movida»
Diamoci pure del tu, ma...
Farlo e chiamarsi per nome più spesso che in passato deve considerare qualche limite
«Non stiamo più insieme, è più una situationship»
Il greco che si parla in Calabria da secoli
O meglio il «greko», una varietà che esiste ancora in alcune enclavi linguistiche dell’Aspromonte, e che ha un futuro incerto
Ci sono più refusi di una volta nella ricerca scientifica
Illustrazioni
Gianluca Cannizzo è grafico e illustratore, noto come Mypostersucks. È socio fondatore e art director di Laboratorio Zanzara, cooperativa sociale che aiuta le persone con disagio mentale valorizzandone la creatività. Insieme a Diletta Sereni cura l’Integrale, rivista-libro edita da Iperborea. Progetta l’identità visiva per aziende del cibo e del vino da tutto il mondo. Vive e lavora a Torino.